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«Lettera al Festival che non c'è»

Festival Dantesco
Pubblicato da · 8 Aprile 2020
LETTERA AL FESTIVAL CHE NON C’È
Oggi, stasera, bravi tutti

Oggi, 8 aprile 2020, in ben altre condizioni, doveva svolgersi la decima edizione del Festival Dantesco. Per voi sarebbe stata una giornata folle. Ognuno al risveglio si sarebbe chiesto «Ma chi me l’ha fatto fare…». Ognuno avrebbe preparato le proprie cose. Poi la partenza, per arrivare presto al Teatro Palladium. Poi la prova generale sul palcoscenico. Di fronte una platea ancora vuota. Intorno il caos dei tecnici e degli altri attori, il passaggio di chi cerca un oggetto, un trucco particolare per il viso, quel qualcosa di fondamentale senza il quale sarà un disastro assicurato…

Una cosa vi posso dire: non sareste stati pronti! Nessuno lo è mai a teatro, ed è proprio questo a fare del teatro una rappresentazione della vita. Nessuno è mai pronto a vivere il tempo che deve ancora accadere. Ma per fortuna c’è il presente, quel tempo che si vive, anche se appena vissuto sfugge e si raggruma nel passato. Nel presente della vostra esibizione, di fronte a una platea ora piena, sareste stati voi a dominare il tempo. Il pubblico avrebbe avuto solo voi davanti, lì a scandire il passare degli istanti, con gesti, parole, sospensioni, esitazioni… voi a stabilire il quando e il come le cose sulla scena devono accadere.

Io oggi vi ho visti, tutti lì. E siete stati tutti maledettamente bravi! E alla fine di tutto, nonostante tutto vi siete fatti trovare pronti. Perché eravate voi a essere gli artefici di una magia unica e allo stesso tempo ripetibile.

Questo, oggi.
Poi il Festival ci sarà, un domani, e sarà un altro giorno folle, proprio come lo è stato oggi. Ancora una volta a sperimentare come non si è mai pronti. Ancora una volta, però, sicuri di essere lì.
Tutto questo avrà una data, ancora incerta. Ma una certezza: voi.

Un saluto di salute a tutti voi!

Roma, 8 aprile 2020

Raffaele Di Pietro




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